4 Soluzioni per motivare i collaboratori!

Quanto è importante saper motivare i collaboratori? Quali sono i servizi e i reparti più difficili da gestire, nel tuo gruppo? Senza neanche conoscere la tua, potremmo elencarteli senza problemi. Sicuramente le principali problematiche all’interno del tuo business sono legate ai tuoi collaboratori e rientrano in queste 4 categorie:

  • non sanno fare qualcosa;
  • non sono autorizzati a farla;
  • non possono farla;
  • non vogliono farla.

Ecco qualche consiglio per aiutarti a risolvere una (o più) di queste 4 eventualità, che per loro natura “bloccano” i membri del tuo team, prendendo spunto da un articolo apparso su autodealermontly:

1.Se un tuo dipendente non sa fare qualcosa, puoi formarlo. Ma non è tutto. La formazione è un lavoro continuo, che si traduce in raggiungimento di obiettivi e monitoraggio costante per tenere sotto controllo le performance e l’andamento del team.Fatto nel modo giusto, questo piano d’azione risulterà nell’avere un impiegato che sa fare (e bene) il proprio lavoro, sa cosa sia l’aspettativa per il successo, capisce come saranno valutate le sue prestazioni sul lavoro.

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2.La seconda tipologia è l’impiegato che non è autorizzato a fare qualcosa. Nella maggior parte dei casi, egli è incappato in qualche errore di policy o di processo. In qualche modo, il suddetto lavoratore è sempre troppo impegnato per partecipare ad una riunione o lontano dalla sede dell’azienda durante i momenti di formazione collettiva.
Questi soggetti devono essere sempre informati, monitorati e formati. Essi hanno bisogno del training più nuovo, del supporto dell’azienda quando decidono di fare qualcosa per il cliente dall’altra parte – atteggiamento che mira alla responsabilizzazione e all’indipendenza sul posto di lavoro.Ad ogni modo, una mancanza di responsabilizzazione – che si traduce, nei fatti, nell’inabilità di un impiegato ad “agire” – è tra i primi motivi di insoddisfazione del cliente.

3.Il prossimo scoglio è l’impiegato “che non può fare” qualcosa. Solitamente, questi profili di lavoratori fanno un buon lavoro, ma non hanno esattamente il carattere e la personalità più amichevole del mondo – a volte sono anche un po’ brontoloni. E’ probabile che alcuni membri del tuo staff, pur se perfettamente formati, conoscano il lavoro ed i vari processi ma non siano bravi a raggiungere gli obiettivi aziendali come gli altri. Queste persone, magari, sarebbero più adatte ad altre posizioni (in back office, ad esempio) piuttosto che nel rapporto diretto coi clienti.
Queste valutazioni sono importanti da fare in funzione alle decisioni più giuste da prendere: qualsiasi cosa stia impedendo al membro del tuo staff di fare qualcosa, devi intervenire e sistemare la situazione!

motivare collaboratori

4.La quarta ed ultima categoria è il lavoratore che non vuole fare qualcosa. Sono molteplici e diverse le motivazioni che spingono un impiegato a non svolgere a fondo i propri compiti: stanchezza, situazioni estenuanti, un malessere fisico o psicologico. Qual è la morale della favola, in questi casi? Le persone negative non possono restare: devono andare. Nulla di personale, ma il lavoro è il lavoro.

Portare avanti un’azienda è faticoso. Ricorda sempre: il successo dipende non solo da chi gestisce un business, ma anche e soprattutto da chi, tutti i giorni, si dà da fare per farlo funzionare al massimo. Il personale giusto che lavora per te è la chiave di tutto. Non otterrai mai ciò che desideri dalla tua azienda se non investi sul tuo personale, così come non andrai molto avanti se hai intorno a te persone che non sanno fare, non sono autorizzate a fare, non possono o non vogliono fare le cose. In un modo o nell’altro, dovrai convincerle – e dare loro gli strumenti giusti – a cambiare.

E tu cosa ne pensi? Riscontri, in qualche membro del tuo staff, i comportamenti descritti nell’articolo?

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