Generazioni a confronto in ufficio

Nuovo appuntamento con le news del blog di Osm1816!  Oggi, per la prima volta, pare che ben 5 generazioni si confrontino sul posto di lavoro. La convivenza e la collaborazione possono, quindi, diventare una sfida tra persone così diverse – per questioni anagrafiche, di formazione, di vedute. 

Servendoci del supporto di un interessante articolo pubblicato sulla HBR – Harvard Business Review, parliamo di generazioni diverse che si trovano a confronto sul lavoro.

A chi spetta controllare e assicurare serenità in ufficio? Al capo.

Come ci si relaziona a persone di età così diversa? Come si motivano persone molto più giovani o molto più avanti con l’età rispetto a voi? E soprattutto: come si fa a instaurare un desiderio di scambio di conoscenze e di collaborazione tra persone così diverse?

 

“In uno scenario lavorativo nel quale si lavora sempre di più – e si va in pensione sempre più tardi, di sovente capita di vedere che i più giovani coordinano il lavoro dei più ‘anziani’ ” afferma Peter Cappelli, professore di Management della Warton School. Ciò può portare a qualche tensione: “Magari c’è chi pensa: ‘perché uno così giovane e senza esperienza dovrebbe coordinare il mio lavoro?’. E, dall’altro lato, quella stessa persona giovane si sente insicura e si chiede: ‘come faccio?’”.

Jeanne C. Meister, partner fondatore di Future Workplace nonché autrice di libri di successo, afferma: “E’ importante considerare la probabilità che si inneschino tensioni generazionali – poveramente definite come una mancanza di rispetto per qualcuno di una generazione diversa dalla propria – tra colleghi. È compito dell’imprenditore o del capo aiutare il team a riconoscere che ognuno ha skill e capacità differenti”. Queste abilità sono tutte utili ai fini del successo aziendale.

Come fare, allora, per evitare conflitti? Innanzitutto, sostiene ancora il prof Cappelli, evitare di alimentare gli stereotipi sulle diverse generazioni: “Semplicemente, non sono veri. Non c’è alcuna prova che i manager 35enni di oggi siano diversi da quelli della generazione precedente”.

Un altro consiglio potrebbe essere non sottolineare le differenze tra un gruppo e l’altro del team dando la “colpa” all’età anagrafica.

Anche costruire relazioni collaborative nel team aiuta molto: un approccio, questo, che mette nelle condizioni persone diverse di lavorare a stretto contatto, a confrontarsi e trovare soluzioni per il bene dell’azienda e per la riuscita del lavoro.

Considerate anche la possibilità di creare opportunità di “mentoring” tra generazioni. Mettere a confronto giovani e meno giovani dà loro la possibilità di imparare molto – specialmente se uno dei mezzi a loro disposizione è l’utilizzo della tecnologia. “Vari studi dimostrano che i colleghi imparano più tramite il contatto costante tra loro che tramite la formazione tradizionale, ed è per questo che è così importante educare ad una cultura di coaching attraverso gruppi d’età variegati” dice ancora la Meister.

Cosa ne pensate di questo articolo? Vi è mai capitato di lavorare o dover gestire persone di generazioni diverse? Come avete gestito la cosa? Se vuoi rimanere aggiornato e leggere altri articoli su questo argomento iscriviti alla nostra Newsletter!

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