Il miracolo del turismo in Cina in 20 anni

Fino a soli 20 anni fa, parlare di turismo in Cina faceva sorridere. Adesso, si calcola che circa 140 milioni di cinesi all’anno viaggino per piacere (fonte: China Tourism Academy, un istituto di ricerca affiliato all’ Osservatorio Nazionale Cinese per il Turismo).

Questa grande trasformazione dimostra quanto velocemente la Cina sia stata in grado di svilupparsi e, al tempo stesso, quanto sia importante per i brand internazionali sapersi conquistare una fetta di pubblico cinese, o un mercato in Cina. Per darvi un’idea del fenomeno e dei numeri a cui ci stiamo riferendo, vi raccontiamo del nuovo cartone animato dell’agenzia di travel marketing Dragon Trail Interactive, intitolato “The China Tourism Miracle”, prendendo spunto da un interessante articolo tratto da jingdaily.com.

Di cosa parla questo film d’animazione? Racconta la storia dello sviluppo del turismo dalla Cina verso l’estero registrato negli ultimi 20 anni. Gli spettatori assistono agli eventi più importanti che hanno segnato la crescita del turismo cinese: uno tra tutti, la nascita e l’ascesa del colosso Alibaba e Ctrip.com International; oppure l’evoluzione dei social network cinesi WeChat e Weibo. Il film sottolinea anche i cambiamenti avvenuti nell’approccio al viaggio indipendente: mobile booking, siti di opinioni, eccetera.

Secondo il film, nel solo 2016 ci sono stati 117 milioni di viaggi di Cinesi verso l’estero, rendendoli la popolazione al mondo più disposta a spendere soldi durante i viaggi di piacere. Una menzione speciale anche alle cifre che i brand perderebbero (e perdono) non considerando il turista cinese medio: circa 120 miliardi di dollari, per essere esatti. È anche fondamentale sapere chi targettizzare nelle campagne marketing: come dimostra l’agenzia produttrice del film, sono le donne a fare la differenza – rappresentano il 58% dei turisti che scelgono di viaggiare all’estero.

“Il turismo in Cina è in costante evoluzione” afferma Sienna Parulis-Cook, communication manager di Dragon Trail Interactive e guida turistica. “Questa loro evoluzione è stata così rapida da non essere capita dai non cinesi, che rischiano di affibbiare i soliti stereotipi invece di capire ed adattarsi al loro modo di viaggiare – tra gli stereotipi più comuni, il fatto che viaggino sempre in gruppi super numerosi. Sempre più cinesi, invece, sono diventati viaggiatori indipendenti, che organizzano escursioni, esperienze culinarie e avventurose in totale autonomia”.

Nel 2018, Dragon Trail Interactive ha fatto un esperimento, facendo incontrare alcuni rappresentanti dell’Agenzia Nazionale Peruviana del Turismo con due top influencer cinesi, Ye Ziyi e Zhao Hong. I due KOL (key opinion leaders, così vengono chiamati gli influencer in Cina), grazie ai contenuti digitali creati durante il loro viaggio in Perù, hanno totalizzato 16.000 views su WeChat e oltre 2.570.000 visualizzazioni su Weibo.

La Parulis-Cook ha spiegato come gli strumenti digitali – specialmente la crescita delle app per smartphone – hanno avuto un impatto significativo per la trasformazione del turismo cinese, rendendo di fatto i viaggi internazionali più accessibili a milioni di essi. “Dobbiamo smetterla di pensare che la tecnologia cinese sia una copia di quella prodotta in Occidente e iniziare a capire che cose come i pagamenti tramite smartphone sono assolutamente da proporre al turista cinese, se si vuole stare al passo con lui. Avendo la possibilità di utilizzare gli stessi strumenti che usano a casa propria, i turisti saranno più sereni e, ovviamente, più propensi a spendere soldi in giro per il mondo”.

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