Nuovo appuntamento con le news di Osm1816. Oggi, grazie al supporto di un articolo pubblicato su hbr.org, scopriamo come avere dipendenti motivati mantenendo alto il loro spirito d’iniziativa, mentre lavorano ogni giorno lavorano al tuo fianco.

Dopo anni di crescita esponenziale nel mondo del lavoro e tassi di disoccupazione decisamente bassi, le cose stanno cambiando: le aziende si trovano ad affrontare sfide in una società completamente cambiata. Nonostante molte aziende si ritrovino a “stringere la cinghia”, i manager dovranno essere lungimiranti per quanto riguarda la fine della recessione e i tempi duri. Quando arriveranno momenti migliori, le aziende di molti settori torneranno ad avere come priorità mantenere i propri talenti felici e sereni. (Ecco 10 regole per motivare i tuoi dipendenti)

Sembra semplice, ma ovviamente non lo è. A fotografare la situazione uno studio della società di consulenza Gartner che ha scoperto che, solo nel 2019, le aziende hanno speso in media 2.420 dollari a persona per migliorare l’esperienza dei dipendenti e dei propri collaboratori. Tra le iniziative per rendere possibile ciò ci sono politiche di lavoro flessibili, riprogettazioni del posto di lavoro, opportunità di apprendimento e sviluppo.

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I risultati di questi sforzi, però, sono quanto mai bizzarri: se è vero che migliora la produttività e l’impegno dei dipendenti, il ROI registra tassi deludenti.

Lo studio sopra citato, condotto su quasi 150 dirigenti HR e 3.000 dipendenti provenienti da tutto il mondo, rivela che per ottenere ritorni migliori ci devono essere degli interventi mirati anche ad aiutare i dipendenti a comprendere la loro esperienza. Questo processo consta di tre parti:

  1. Calibrare le aspettative

La maggior parte delle aziende chiede ai dipendenti cosa questi ultimi si aspettano dalla loro esperienza lavorativa, ma questa domanda, da sola, non basta. “Le aspettative sono relative”, afferma Caroline Walsh, vicepresidente delle Risorse Umane in Gartner, perché le persone sono influenzate dalle proprie esperienze precedenti, nonché da questioni personali, dai rapporti con i colleghi, ecc. Inoltre, le informazioni raccolte tramite domande del genere sono incomplete perché gli intervistati tendono a non essere molto sinceri riguardo ai propri desideri (solo 1/5 dice la verità).

Alla luce di questi risultati, cosa potrebbe fare un’azienda per mantenere motivati i propri dipendenti? Dovrebbe essere completamente trasparente su ciò che può (e non può) fornire, date le risorse e le priorità disponibili – che possono comunque mutare con le flessioni dell’economia. I responsabili delle Risorse Umane dovrebbero poi coinvolgere i dipendenti a creare una sorta di “visione dell’esperienza” a livello aziendale. Un’ottima iniziativa, questa, che potrebbe far luce sui cambiamenti da attuare nell’organizzazione e sullo spirito che li spinge a lavorare per essa.

Invece di emettere direttive dall’alto verso il basso su cosa aspettarsi, chi è al comando dovrebbe parlare di più con i dipendenti e ascoltare ciò che essi hanno da dire su esperienze e desideri.

  1. Personalizzare l’esperienza quotidiana dei dipendenti

È oramai risaputo che le aziende ottengono risultati migliori quando i manager collaborano con i dipendenti per quanto riguarda l’individuazione delle loro necessità e i loro desideri.

Il primo passo è condividere le informazioni, in modo che i lavoratori possano capire in quali settori c’è bisogno di apportare miglioramenti. L’articolo fonte riporta l’esempio di una grande azienda di software che ha creato una dashboard sulla quale vengono pubblicati, semestralmente, risultati di sondaggi sul coinvolgimento e sulle esperienze vissute in prima persona dai dipendenti. Da questa esperienza, ad esempio, un team potrebbe apprendere la difficoltà dei dipendenti nelle competenze digitali ed organizzare dei cicli di formazione.

Garantisci ai dipendenti la sicurezza dell’anonimato quando essi esprimono le loro richieste: gli imprenditori e i manager devono creare un ambiente psicologicamente sicuro per favorire il dialogo.

  1. Creare ricordi, sia belli che spiacevoli

I manager e gli imprenditori dovrebbero concentrarsi su come i dipendenti ricorderanno la loro esperienza lavorativa e focalizzarsi sugli eventi salienti piuttosto che sugli incidenti–come i problemi tecnologici, che possono sembrare urgenti nel momento in cui occorrono, per poi risolversi rapidamente.

Ci sono diversi modi per creare bei ricordi da situazioni spiacevoli: uno, per esempio, consiste nel riportare alla mente l’accaduto e sottolineare che, grazie al feedback del dipendente, è stato risolto. È il caso dell’iniziativa AcknowledgeIt di Microsoft: il team HR invia messaggi personali ai dipendenti che hanno avuto momenti difficili ringraziandoli per il loro feedback. Messaggi di ringraziamento vengono inviati anche ai dipendenti che lasciano l’azienda. Questa iniziativa ha fatto registrare una crescita in coinvolgimento, fidelizzazione e sostegno.

È altrettanto importante rafforzare le esperienze e i ricordi positivi. Troppe aziende, oggi, trattano le iniziative relative all’esperienza dei dipendenti come una campagna di marketing, facendo apparire il tutto poco autentico.

I leader delle Risorse Umane devono interessarsi ai dipendenti e chiedere loro come i programmi pensati per il loro benessere (come quelli per la salute mentale, ad esempio) hanno migliorato la loro vita lavorativa.

Organizzare queste attività è fondamentale per ogni azienda: i motivi sono diversi. Innanzitutto è meno probabile che i dipendenti abbandonino il loro posto di lavoro per cercare un’organizzazione migliore; inoltre, motivare i dipendenti li renderà più efficienti e concentrati nel portare a termine i propri compiti, arrivando a performance eccellenti.

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