Oggi, sul blog di Osm1816, parliamo di un argomento importantissimo e da non sottovalutare: saper dire di no. È molto difficile e spesso ci mette in difficoltà, perché temiamo di apparire negativamente agli occhi degli altri. In realtà, imparare a dire di no è necessario sia sul lavoro che nella vita privata. Scopriamo di più su come si fa, supportati da un articolo pubblicato su hbr.org.

Da quando le aziende lavorano collaborando con sempre più persone, il lavoro da svolgere è diventato molto più difficile da gestire – anche per quantità. Ai clienti e alle relazioni esterne (non sempre facili) si devono bilanciare anche le dinamiche interne ad un’azienda – riunioni, relazioni tra collaboratori, ecc. Le domande, le richieste, gli stimoli arrivano da ovunque: dalle email, dal telefono, dalle chiamate Zoom, dalla messaggistica messa a disposizione dai social. Insomma, il carico di cose a cui pensare diventa spesso ingestibile.

In un contesto simile, è impossibile dire sempre sì ed essere, allo stesso tempo, efficienti ed impeccabili. Bisogna imparare a valutare bene le opportunità e le proposte che abbiamo di fronte e sapere quando è il caso di accettare o di declinare.

Per molti, dire di no è difficile perché si lega al pensiero della perdita di un’opportunità, di un guadagno, di un cliente. In realtà imparare a selezionare in cosa vale la pena investire il proprio tempo e le proprie energie è vitale – sia a livello lavorativo che a livello personale. Secondo l’articolo fonte esiste un metodo che prevede 3 step: valutare la domanda, motivare articolatamente il tuo eventuale “no”, dire un “sì” convinto che ti proietti verso il successo.

 

  1. Valuta la domanda

Ecco la prima fase, quella fondamentale: la valutazione della domanda. Quando si riceve una proposta di progetto, una collaborazione o altri tipi di proposte lavorative, si deve tener presente che si trascorrerà tanto tempo e si spenderanno tante energie per portarlo a termine. Ogni volta che si è di fronte a una nuova opportunità, una strategia vincente è prendere appunti. Conoscere i dettagli di un progetto è fondamentale: tu avrai più chiarezza e anche la controparte vedrà che prendi il tutto seriamente. Ecco una serie di domande che puoi porre al tuo interlocutore o sulle quali puoi basarti per prendere appunti in maniera intelligente.

  • Con chi sto parlando?
  • Qual è la scadenza entro la quale il progetto deve essere realizzato e consegnato?
  • Quali e quante risorse serviranno?
  • Quali vantaggi posso trarre da questo progetto?
  • Esistono costi nascosti? Quali sono, invece, quelli evidenti?

 

Quando compili questa semplice ma fondamentale scheda, ricorda di appuntare la data: in questo modo avrai un riferimento temporale per monitorare i cambiamenti del progetto nel tempo.

Queste domande, insieme ad altre che potranno venirti in mente al momento del colloquio col tuo interlocutore, ti serviranno per iniziare a riflettere sul da farsi: scoprirai che alcuni aspetti sono più semplici di quanto pensassi, o viceversa, più complessi, magari insostenibili per te o per la tua azienda. Porsi domande è fondamentale: è anche dalla motivazione delle risposte che dipende il tuo “no” o la tua risposta affermativa.

 

Appuntamento alla prossima settimana con la seconda e ultima parte dell’articolo. Nel frattempo, vogliamo conoscere la tua opinione: riesci a dire no? Trovi difficile declinare proposte/offerte o sei uno “Yes Man” sempre e comunque? Contatta il team Osm1816 e raccontacelo.

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