Oggi sul blog di Osm1816 parliamo di tre elementi imprescindibili che tutti i lavoratori ritengono importanti e funzionali all’essere operativi e felici: carriera, gruppo e motivazione. Per farlo ci serviamo del supporto di un articolo pubblicato su hbr.org.

Una delle teorie più conosciute nel mondo della psicologia è la cosiddetta teoria della gerarchizzazione dei bisogni ideata da Abraham Maslow. Secondo lo studioso americano, infatti, alla base della piramide ci sono i bisogni primari, quelli che vanno soddisfatti per sopravvivere (nutrirsi, riposare, ecc); successivamente, l’individuo si preoccupa anche della sua persona al di fuori della sfera privata – quindi lavoro, carriera e realizzazione personale.

Questa piramide dei bisogni può essere “ridisegnata” per spiegare cosa spinge le persone a fare il lavoro che fanno e a quali condizioni? Certo, anche se alcune cose sono decisamente cambiate da quando questa teoria è apparsa sui manuali.

Pur rimanendo gli assunti di Maslow inattaccabili, ora le aziende sono molto più sensibili e accorte di 50 anni fa e cercano di prendersi cura dei propri dipendenti in svariati modi. Queste non solo soddisfano i bisogni primari, ma cercano di occuparsi anche del benessere del lavoratoreoffrendogli servizi come la palestra, dandogli la possibilità di usufruire di pasti, costruendo un ambiente rilassato e confortevole in cui lavorare.

Come sarebbe, allora, la piramide ridisegnata ai giorni nostri? Da cosa sarebbero costituite le sue fondamenta?L’articolo fonte racconta un’indagine condotta tra i dipendenti di Facebook, grazie alla quale chi si occupa delle Risorse Umane è in grado di esaminare il livello di soddisfazione dei dipendenti.Una volta rielaborati i dati, sono tre i temi ricorrenti ed imprescindibili: la carriera, il gruppo e la motivazione.

La carriera riguarda il lavoro, ovvero la necessità ed il desiderio di guadagnare per essere indipendenti, ma anche crescere professionalmente, affermarsi e mettere a disposizione le proprie competenze ed abilità.

Il gruppo coincide col rapporto con altre persone, la necessità di sentirsi parte integrante di una comunità ed essere rispettati e riconosciuti.

La motivazione si lega allo scopo che si ha nell’azienda, ovvero il valore aggiunto che ogni dipendente porta sul lavoro, come si identifica nei valori aziendali.

L’indagine condotta in Facebook ha dimostrato non solo che queste tematiche sono quelle più sentite, ma anche che sono trasversali e riguardano i dipendenti di differenti fasce d’età. Nonostante si sottolinei spesso che i millennial sono diametralmente opposti ai colleghi di lavoro dai 50 anni in su, in questo caso non è così: è emerso che, fondamentalmente, sia i dipendenti più avanti con l’età che i più giovani sono sulla stessa lunghezza d’onda – a parte una leggerissima flessione nelle risposte che vede i millennial più concentrati sulla carriera e meno sulla causa. I numeri che accomunano le due fasce d’età, però, sono troppo schiaccianti per delineare una differenza sostanziale di pensiero.

Per concludere, possiamo affermare che è importantissimo conoscere ciò che pensano i dipendenti, così da poter creare un ambiente sereno, di crescita professionale e personale.

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