Nuovo appuntamento con il blog di Osm1816. Questa settimana parliamo della necessità, per le aziende, di avere un piano di recruiting a prova di emergenza: periodi difficili come quello che stiamo vivendo a causa del Covid-19 hanno messo in difficoltà anche le nuove assunzioni di talenti. Proviamo a scoprire qualcosa di più grazie al supporto di un articolo pubblicato su benefitspro.com.

In un mondo e una società globale sempre più minacciati dalle conseguenze della pandemia mondiale e dalla disoccupazione, ciò che si chiede alle aziende è avere un piano per reclutare nuovo personale anche nei momenti più complicati. La sfida si fa ancora più difficile nel momento in cui risulta complicato organizzare degli incontri faccia a faccia. In questo, la digitalizzazione del lavoro ci viene in aiuto: perché non utilizzare la tecnologia anche nel mondo del recruiting? Ecco alcune strategie che possono essere messe in atto per aiutare il settore HR nei processi di pianificazione e recruiting del nuovo personale.

Accogliere e comprendere la tecnologia per il recruiting

Sono tante le aziende che già utilizzano dei tool (ad esempio Applicant Tracking System – ATS, o HRIS) per il recruiting del personale. A causa del Covid-19 abbiamo assistito al boom delle riunioni online, delle video call: anche il recruiting è cambiato. Tantissimi hanno effettuato colloqui online: ebbene, questa potrebbe diventare la nuova normalità – che porterebbe un alleggerimento dei flussi di lavoro, un risparmio in denaro per le aziende e una migliore esperienza per il candidato. Ci sono, però, diversi aspetti da tenere in considerazione quando si vuole creare un processo di recruiting digitale; eccone quattro.

  1. Processi virtuali. Organizza un gruppo di lavoro in grado di organizzare eccellenti colloqui online e che sia capace di implementare, all’interno dell’incontro virtuale, anteprime di lavoro digitali e onboarding. Insomma, sia il candidato che l’intervistatore dovranno avere la sensazione che il colloquio sia fatto di persona.
  2. Crea test valutativi per i candidati. Dall’era post-Covid in poi è certo che ci sarà un numero impressionante di persone in cerca di impiego. Per evitare di ritrovarti sommerso dai curriculum, puoi pensare di creare dei test valutativi, che esamineranno le competenze di tutti i candidati. I risultati di questi test aiuteranno sia i selezionatori a fare una prima scrematura, sia i candidati a capire se quel lavoro fa davvero al caso loro oppure no.
  3. Affidati all’automazione. L’Intelligenza Artificiale ha fatto passi da gigante ed è praticamente applicata in tutti i settori. Grazie all’AI è possibile automatizzare determinati passaggi altrimenti svolti dall’essere umano (solitamente lavori ripetitivi e/o meccanici). Ecco che sarà più semplice affidarsi all’automazione per rendere più veloci alcune mansioni, come la classificazione dei candidati o fornire un feedback dettagliato di chi ha sostenuto il colloquio.
  4. Business intelligence. Nonostante la grande utilità della tecnologia nei processi dei flussi di lavoro, è indubbio che essi possano causare anche problemi se non compresi a fondo e se non calibrati sull’azienda. La business intelligence è la combinazione perfetta di strategia e tecnologia, perché permette a chi lavora con i dati di vedere in tempo reale (e in maniera chiara) i risultati dei processi adottati. Pertanto, è fondamentale raccogliere tutti i dati e renderli leggibili grazie ad analisi e report – che, a loro volta, possono essere determinanti per apportare cambiamenti nel piano d’azione.

 

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